Energy Management Advisory

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E.M.A. ( Energy Management Advisory) è una giovane realtà professionale che offre come core competence l’ottimizzazione delle prestazioni, nonché la riduzione dei costi afferenti le forniture di energia elettrica e di gas che interessano le aziende e la Pubblica Amministrazione.

In un contesto storico nell’ambito del quale l’approvvigionamento di queste commodities ha luogo a costi sempre più crescenti, con ripercussioni sia nel campo della imprenditoria che nella società, è diventato di primaria importanza saper mettere in atto ragionate politiche di consumo volte alla razionalizzazione delle prestazioni e alla eliminazione degli sprechi.
Per questo E.M.A., grazie ad un consolidato know-how e ad una serie di servizi ad alto valore aggiunto, è in grado di guidare i propri Clienti nella gestione dei contratti di fornitura elettrica/gas e dei processi produttivi.

La nostra missione, pertanto, consiste nel valorizzare le attività dei Clienti attraverso servizi, informazioni e soluzioni strategiche che possano generare risparmi significativi e non limitati ad un arco temporale definito, ma che seguono l’evoluzione della vita  aziendale.

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fonte: Ministero dello Sviluppo Economico


MISE: nuovo regime di agevolazione per le aziende ad alta densità energetica


Il 5 aprile scorso è stato firmato il decreto ministeriale che, in attuazione da quanto previsto dal secondo D.l. Sviluppo, stabilisce i  nuovi criteri per identificare le aziende ad alta intensità energetica.

Il provvedimento introduce un nuovo concetto di azienda “energivora”, che d’ora in poi sarà identificata in base all’incidenza del costo dell’energia sul proprio volume complessivo d’affari, e non solo sull’ammontare del valore assoluto dei costi energetici.

In linea con quanto previsto dalla normativa europea, queste imprese avranno dunque diritto ad agevolazioni sia sulle accise per l’energia complessivamente utilizzata nel processo produttivo, sia sui cosiddetti oneri di sistema (che coprono in particolare gli incentivi per le rinnovabili) relativi all’energia elettrica acquistata.  

Più in particolare, il provvedimento stabilisce che le aziende con un costo totale dell’energia superiore al 3% del fatturato abbiano diritto ad agevolazioni sulle accise. Si prevede inoltre  che alle aziende con un rapporto tra costo della sola energia elettrica e fatturato superiore al 2% vengano applicati oneri di sistema ridotti; le riduzioni saranno applicate in maniera crescente proprio in base a tale rapporto. Viene infine mantenuta una soglia minima di consumo energetico in valore assoluto, pari a 2,4 GWh l’anno, per l’applicazione delle agevolazioni.

A breve sarà definito l’atto di indirizzo all’Autorità per l’energia elettrica e il gas per la rimodulazione degli oneri in base ai nuovi criteri.



News - 10/02/2013

Possibile traslazione, da parte di molte imprese energetiche, della Robin (Hood) Tax ai consumatori nelle bollette, benzina e gasolio


Dalla Relazione al Parlamento (18/2013/I/Rht)  dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas si evince che in 199 casi, per un totale di circa 1,6 miliardi di incremento dei margini, sia ravvisabile una possibile violazione del divieto di traslazione, da parte di alcune aziende energetiche, della Robin (Hood) Tax in capo ai consumatori finali.
La Robin Tax non è altro che l'addizionale Ires imposta, dall'allora Ministro Tremonti, alle imprese energetiche nel giugno del 2008.  La legge peraltro vieta esplicitamente alle imprese «di traslare l'onere della maggiorazione d'imposta sui prezzi al consumo» a affida proprio all'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas il compito di vigilare «sulla puntuale osservanza della disposizione».
Ebbene, nella Relazione al Parlamento licenziata il 24 gennaio scorso l'AEEG,  che è tenuta per legge a svolgere l'attività di vigilanza in merito, evidenzia un quadro fortemente critico in cui appare evidente che molte imprese scontano le proprie tasse sui consumatori. Nel corso dell'attività di vigilanza svolta lo scorso anno sui dati relativi al 2010, infatti, l'AEEG ha verificato che in 199 operatori (sui 476 totali), di cui 105 appartenenti al settore dell'energia elettrica e gas e 94 a quello petrolifero, «è stata riscontrata una variazione positiva del margine di contribuzione semestrale riconducibile, almeno in parte, alla dinamica dei prezzi» pertanto «è ragionevole supporre che, a seguito dell'introduzione dell'addizionale Ires, gli operatori recuperino la redditività sottratta dal maggior onere fiscale, aumentando il differenziale tra i prezzi di acquisto e i prezzi di vendita». In altre parole questa condotta, sempre secondo l'AEEG, si tradurrebbe in «uno svantaggio economico per i consumatori finali».
L'Autorità, che come chiarito dal Consiglio di Stato non dispone di poteri sanzionatori in tale amnbito, calcola che l'ammontare dei sopracitati margini teoricamente accumulati, nel secondo semestre 2010,  sarebbe pari a circa 0,9 miliardi di euro in più rispetto al corrispondente periodo pre-tassa per le aziende elettriche e del gas, mentre per quelle petrolifere si parla di una somma pari a circa 0,7 miliardi di euro.
Tempestiva la smentita di Assoelettrica che, per voce del suo presidente Chicco Testa, sottolinea la necessità di verificare opportunamente sia la sussistenza delle dichiaraziuoni dell'AEEG, sia la costituzionalità della Robin Tax, giudicata iniqua.

 
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